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Il mostro addolorato
Quasimodo si nascose il viso tra le mani, singhiozzando.
“Lei… Lei non meritava questo” gemette. Digrignò i denti e scosse il capo. “Si meritava un miracolo!
Lei era buona! Era speciale! Aveva chiesto Diritto d’Asilo!” gridò.
Il corpo privo di vita di Esmeralda era abbandonato sul pavimento della cella.
I capelli aggrovigliati intorno al viso pallidissimo, braccia e gambe abbandonati in posizioni scomposte.
Quasimodo la sollevò, stringendola al petto. Gridava, mentre le lacrime gli rigavano il viso deforme, imbruttito dalle smorfie dovute al dolore.
La luce della luna filtrava dalle grate, allungando delle ombre sul pavimento sabbioso.
“Lei meritava la vita!” ululò Quasimodo.
