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Hate you to love you

Summary:

Jungkook scrive tredici ragioni per cui odia Taehyung.
" Ho pensato avessi uno strano sorriso.
Ho pensato che tu fossi strano."

Work Text:

First
La prima volta che ci siamo visti, ti sei presentato a me con un sorriso a trentadue denti e lo sguardo basso.
Sorridevi così tanto e così spesso che mi sono preoccupato per le tue guance. Non ti facevano male?
Ho pensato che avessi uno strano sorriso.
Ho pensato che tu fossi strano.

Second

Una volta mi hai visto piangere davanti la porta di una ragazza per cui, a quel tempo, avevo preso una gran bella cotta e che mi aveva appena scaricato.
Ti sei avvicinato con cautela e mi hai chiesto con un filo di voce, che nascondeva la tua insensata preoccupazione, se stessi bene. Alla risposta che no, non stavo bene, allora mi hai abbracciato e mi hai sussurrato che tutto si sarebbe risolto prima o poi.
Non capivo perché l'avessi fatto, infondo non mi conoscevi nemmeno da così tanto tempo, e ricordo ancora di aver pensato fossi stato un pazzo. Uno stupido.
Ci eravamo a malapena scambiati distrattamente un ciao per il corridoio dell'Università ed ora eri lì a rassicurarmi tra le tue braccia.
Proprio uno stupido.

Third

Il giorno in cui Jimin ti ha portato a casa dei nostri amici, hai fatto subito amicizia con gli altri. Li avevi catturati tutti con i tuoi occhi dolci, il sorriso angelico e il tono gentile della voce che io invece non riuscivo proprio a sopportare.
Tutti ti amavano.
Tranne me.
Mi facevi talmente innervosire che starti accanto, mi faceva sentire male.
Quando a metà serata decidemmo di guardare un film e tu accettasti con un po' troppa euforia, il destino volle farmi sedere vicino a te. Sentire il tuo corpo sfiorare il mio non mi piaceva per niente. Tu non mi piacevi.
Furono le due ore e mezza più lunghe e strazianti di tutta la mia vita, soprattutto quando, ad ogni scena del film, sentivo il tuo respiro solleticare la mia pelle.

Fourth

Una volta ci siamo scontrati in corridoio, mentre stavamo disperatamente cercando di arrivare in tempo per l'inizio delle lezioni. I libri che stavo tenendo in mano erano ormai sparsi su tutto il pavimento e come un rumore lontano e confuso, sentivo la tua voce imbarazzata chiedermi scusa per averli buttati a terra.
Non so cosa mi fosse preso, ma ritrovarti a due centimetri dal mio viso mi aveva destabilizzato. A quel tempo diedi la colpa alla botta in testa che mi ero procurato cadendo a terra, ma non appena ci siamo chinati per raccogliere i libri e le nostre mani si sono sfiorate, ho sentito il mio cuore perdere qualche battito, mentre cercavo di nascondere il rossore sul mio viso. Dovevo per forza aver preso qualche brutto virus, davvero, non poteva esserci altra spiegazione.
Poi prima di andartene, le tue lunghe dita affusolate hanno accarezzato le mie, che erano un po' più paffute, e mi hai consegnato i libri come se non fosse successo niente. Come se non avessi perso tutto il fiato avente in corpo con il solo sfiorarti.
Non lo sopportavo.
Quel giorno mi accorsi di quanto le tue mani fossero morbide e delicate e di come morissi dalla voglia di riaverle tra le mie.
Non riuscii a smettere di pensarti.
No, è vero, non ti sopportavo per niente.

Fifth

Una cosa che odiavo di più del tuo sorriso, era la tua risata.
Avevo sempre pensato che le risate sarebbero dovute essere contagiose e allegre, ma la tua non era niente di tutto ciò.
Tu ridevi piano, quasi a non voler disturbare gli altri, e te ne stavi lì, a ridere tra te e te, con una mano a coprire la bocca e la testa chinata all'indietro.
Quando ridevi per qualche freddura di Jin o per qualche strana storia raccontata da Hoseok, sentivo la tua risata riecheggiare dentro la mia testa per ore.

Sixth

Dopo una lunga giornata di studio, ho sempre avuto il bisogno di riposarmi sul mio dolce e amato letto. Un giorno, appena arrivato al dormitorio, ti ho visto sdraiato tra i miei cuscini e quando ho chiesto spiegazioni a Jimin del perché fossi lì, la risposta che ottenni fu soltanto una: eri crollato senza accorgertene.
Erano settimane che non riuscivi a dormire e quella sera eri andato da Jimin in cerca di un po' di compagnia, o forse dovrei dire conforto?
Una volta sveglio, poi, hai confessato che non dormissi così bene da anni e quella stessa notte, quando notai che il mio letto profumasse ancora di te, fu talmente facile dormire con quel pensiero in testa.

Seventh

Quando eri nervoso, torturavi il labbro inferiore con una tale furia e un tale menefreghismo che ogni volta ti ritrovavi con le labbra secche e gonfie, piene di lividi per via di quel crudo trattamento alla quale le sottoponevi.
Avrei solo voluto farti smettere di distruggerle in quel modo, quando capitava.
Magari con le mie.
Che stupido pensiero.

Eighth

Molto spesso saltavi i pasti.
Ho notato quanto il tuo corpo sembrasse fragile il giorno in cui siamo andati tutti insieme al mare.
C'era un po' di vento quella volta e per un momento ho creduto che avrebbe potuto portarti via, se solo avesse iniziato a soffiare più forte.
Saltavi i pasti solo quando eri triste, eppure sembravi talmente felice con noi.

Ninth

Una sera siamo rimasti soli nel mio appartamento perché gli altri avevano voglia di uscire, mentre io non mi sentivo per niente bene. Ti sei offerto di rimanere con me perché non volevi che mi accadesse qualcosa, ridotto com'ero in quello stato pietoso.
Non so perché mi sorpresi quando ti vidi davanti alla porta della mia stanza, quella sera, con una busta di medicine in mano e una di videogiochi nell'altra.
Il tempo sembrava trascorrere troppo in fretta insieme a te. Abbiamo parlato e giocato ad Overwatch per oltre quattro ore, senza mai fermarci mentre non riuscivo a togliermi dalla testa un unico pensiero: sembravamo davvero una coppia.

Tenth

I tuoi occhi.
Odiavo così tanto i tuoi occhi.
Erano così profondi e immensi. Due pozze scure in cui avrei potuto perdermi senza troppi problemi e senza alcuna preoccupazione di trovare una via di uscita.
Avrei potuto nuotare nei tuoi occhi per ore e ore senza mia stancarmi.
Non sopportavo come riuscissi a farmi diventare gelatina con un solo sguardo.

Eleventh

Un giorno stavo vagando tra le aule dell'Università, approfittando della pausa pranzo di tutti. Mi piaceva il silenzio di quelle quattro mura, perché riuscivo a ritagliarmi un po' di tempo per me stesso, senza dover pensare a niente di particolare.
Quel giorno, però, ti ho sentito cantare per caso. Sbirciando dalla porta socchiusa del corso di teatro, ti ho visto seduto davanti al piano con cui stavi suonando delle note lente e regolari. Eri completamente perso dentro la tua piccola bolla di felicità e in quel momento a me sembrò di star ascoltando un angelo.
Forse lo eri davvero.

Twelfth

Odiavo quando mi abbracciavi.
Appoggiavi sempre la testa nell'incavo del mio collo e ti lasciavi andare.
Io ti stringevo forte, sperando che non sentissi il mio cuore pulsare più velocemente del solito. In quei momenti pronunciavi sempre le stesse parole: " Ti voglio bene, Kook"
Odiavo quando lo facevi, perché sapevo che non avrei mai sentito dirti le parole che invece io desideravo con tutto me stesso.
Perché io mi ero innamorato di te, Hyung.

Thirteenth

Alla fine, però, ti odio perché tutto questo è una bugia.
Ti odio perché ti ho amato dal primo istante in cui i tuoi occhi hanno incontrato i miei, come attratti da una calamita, e mi hanno rapito il cuore senza chiedermi neanche il permesso.
Ti odio perché non sopporto vederti accanto ad una persona che non sia io e quando ti guardo non riesco a fare a meno di pensare a quanto tu possa sembrare felice. Io non ti ho mai visto sorridere così e non lo trovo giusto. Non lo è.
Odio vederti così quando so che altre mani toccano il tuo viso e altre labbra sfiorano la tua pelle ambrata ogni singola notte.
Detesto sapere che altri occhi ti scrutino con lo stesso amore e con lo stesso rispetto e che in questo esatto momento stiano facendo brillare i tuoi come le stelle.
Odio la pesantezza e la rabbia con cui pronuncio queste parole e odio più di tutto che il mio cuore non riesca a sostenere questo dolore immane che non mi lascia respirare, ogni volta che vi vedo assieme.
Sento le mie lacrime salate e amare scorrere sul mio viso e mentre guardo come cinge con entrambe le braccia la tua esile vita, non riesco a non pensare a quanto bello risulti il tuo volto con quel sorriso che tanto amo.

Fine