Actions

Work Header

Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2021-04-06
Words:
1,473
Chapters:
1/1
Comments:
9
Kudos:
25
Hits:
352

L'imperfetta azione del karma

Notes:

Questa è una cosa talmente cretina che quasi mi piace

Work Text:

 

Non ci crede.
Non è possibile.

 

È una cazzo di maledizione, una barzelletta. O uno scherzo, ma di quelli di cattivo gusto.

 

Si porta le mani al naso, e si accorge di perdere sangue, un’altra volta.

 

E non capisce, mentre il ragazzo che gli si è avventato addosso sta sgranando gli occhi e comincia a farfugliare roba incomprensibile tipo “oddio, ho sbagliato, scusa, non… scusa scusa scusa, ti fa male ti porto al…”

 

“Secondo te???” urla Martino, strappando dalla mano dello stronzo il pacchettino di fazzolettini che gli sta porgendo.

“Scusa, davvero, io... ho… sbagliato persona” mormora l’idiota.
Martino si tampona il naso e per un attimo non sa se mettersi a ridere.

 

Era stato tutto talmente fulmineo che non si era accorto di niente; era sceso a buttare la spazzatura e stava per rientrare in casa quando aveva visto correre verso di lui questo tizio, urlando cose che non aveva capito.
Non aveva avuto nemmeno il tempo di realizzare se ce l’avesse proprio con lui o se dialogasse con le voci nella sua testa, e quando l’aveva visto caricare il pugno si era spostato ma era ormai troppo tardi per evitarlo del tutto.

 

“HAI SBAGLIATO PERSONA???” ringhia Martino in preda a una furia cieca, perché l’universo deve proprio aver deciso di prenderlo per il culo nel peggiore dei modi “Che cazzo dici, sei…”
“Mi dispiace davvero, ti giuro che siete identici, sul serio, ti porto al Pronto Soccorso, è meglio se…”
“Non ci vengo al Pronto Soccorso! Io ti denuncio, testa di cazzo! Come sarebbe che…”

 

“Marti!”

Si gira, vede Niccolò appena uscito dal portone che corre verso di lui e allunga la mano per afferrare il braccio dell’aggressore e non farlo scappare, anche se non sembra averne l’intenzione.

 

“Marti, che c’è, che è successo, stai bene?”
Niccolò gli porta le mani ai lati del viso, ha gli occhi sbarrati, è spaventato. Questa testa di cazzo dovrà pagarla pure per questo.

 

“Sto bene, Ni, non…”
“Ho sentito urlare dalla terrazza, non…”
“Mi dispiace, mi dispiace, ho…”

 

Il ragazzo sembra sull’orlo delle lacrime, ma Martino non è certo in vena di pensieri teneri, anche se sembra pure più piccolo di loro, avrà sedici anni.

 

“Allora… che è successo?” chiede Niccolò.

Ha visto che Martino non si è fatto male seriamente ed è più tranquillo.

“Non lo so, mi è piombato addosso e…”
“Mi dispiace, giuro. È che… sei identico sputato a un bastardo che ci ha provato con la mia ragazza pure oggi…”

 

Martino torna a vedere rosso.

 

“Ma te sei un pericolo pubblico! Una testa di cazzo vera! Io ti denuncio, te lo dico! Ma se anche fossi stato io che cazzo fai??? Metti le mani addosso a uno per un motivo del genere, ma ti senti??? Che cazzo di problemi hai???” urla, mentre Niccolò lo trattiene.
“Marti… vieni qua”
“Ma ci credi? Pensavo che fosse uno stronzo che c’aveva preso di mira e…”

 

Il ragazzino lo guarda confuso.

“...preso di mira?”

“Sì! Non sei il primo a spaccarmi il naso! È una cazzo di tradizione pasquale a quanto pare! Solo che invece che omofobo sei solo una testa di merda!”

 

Il ragazzino fa un’espressione talmente scioccata da essere quasi comica.

“Cosa? No no no! Non sono omofobo, non… senti, ho il motorino qui dietro, ti porto al Pronto Soccorso, davvero” mormora quasi implorante.

 

“No, senti. C’andiamo con la macchina. Marti, come stai?” chiede Niccolò alzandogli appena il mento.
“Bene, dai. Non è niente, non … non è nemmeno il caso di andarci”
“Sì, invece. È la terza volta, è meglio se ti fai controllare…”

“La terza volta?” chiede il ragazzino, e stavolta sembra davvero sul punto di scoppiare a piangere.

 

Martino non ci crede, ma gli viene quasi da ridere.

 

“Sì… senti, è meglio se…”
“Posso venire con voi?”

 

E Martino è spiazzato, ma Niccolò annuisce subito.
“Certo, così… insomma, poi decidete che fare”

 

Attraversano il cancello d’ingresso della palazzina di Martino e Niccolò e raggiungono la macchina.
Il ragazzino si siede dietro. Niccolò avvia il motore e parte.

 

“Mi dispiace davvero” ripete per l’ennesima volta il ragazzino “Mio fratello gemello è gay, non mi passerebbe mai per la testa di picchiare qualcuno perché…”
“Vuoi una cazzo di medaglia???” lo interrompe Martino “Quindi non sei omofobo solo perché c’hai il fratello gay, non perché sei una persona civile! Anche se questo l’avevamo già stabilito nel momento in cui vai a mena’ gente random per strada! Ci mancherebbe altro che ti debba ringrazia’ per…”
“No no! Intendevo che… non lo sarei nemmeno se mio fratello non fosse gay ovviamente… era per dire che… scusa, scusa, davvero!”

 

Martino mugugna qualcosa ma stavolta non risponde.
Niccolò ha una mano sul suo ginocchio, e la stringe appena un po’.

 

“Ehi, tutto okay?” chiede piano.
“Si… credo che non sia niente, sul serio”

Niccolò gli sorride, poi guarda nello specchietto retrovisore per incrociare lo sguardo con quello del ragazzo.

 

“Io però non ho capito che è successo” dice.

 

“È successo che è un deficiente, Ni!”
“Marti, sto cercando di…”
“No, è vero, scusa! Ma... ci sta questo bastardo che non la smette di provarci con la mia ragazza, e pure oggi è andato a cercarla a casa e… è alto come te, avete gli stessi capelli, e ti giuro che…”
“Io… hai presente che stamo a Roma, vero??? Che ci stanno tre milioni di abitanti in questa città??? Gli… stessi capelli, sei serio???”

 

Martino non è nemmeno più arrabbiato, il naso non gli fa male come quando gli tirarono il cazzotto due anni prima e nemmeno come quando Rami lo prese in pieno l’anno scorso. Gli sembra solo tutto surreale.

 

“Sì, no, cioè… certo, però lui sta nella via vostra, ero venuto a cercarlo perché Gaia gli ha detto un sacco di volte di piantarla e questo… siccome sapeva che io oggi ero con i miei e lei era a casa da sola è andato a romperle il cazzo e lei si è pure spaventata, e…”
“Vabbè ma è ‘no stronzo!” dice Martino girandosi verso di lui con gli occhi sgranati.

“Sì, te l’ho detto! Questo pezzo di merda… la mette in difficoltà, non la smette… Non è che parto pe’ mette’ le mani addosso a uno solo perché so’ geloso eh, mica sto’ messo così male!”

 

Martino guarda in tralice Niccolò, che sembra eccessivamente e sospettosamente impassibile, poi fissa il ragazzino.
Vorrebbe dirgli qualcosa ma sono arrivati al Pronto Soccorso.

 

Entrano e si dirigono subito all’accettazione.

C’è una signora che dà un’occhiata veloce a Martino e gli comunica soavemente che non ha niente, ma se vuole lo metterà in codice bianco.

 

“Se te dice bene domattina verso le otto entri, bello de zia”
“So’ le undici” risponde Martino.
“Eh, che te devo di’? Troppe indigestioni da carciofi fritti e abbacchio, siamo pieni. Fai come credi, ma io te consiglio un bel cerotto”
“È che è la terza volta che ci prendo un cazzotto e…”
“Eh, cerca de datte ‘na calmata tesoro, allora! Comunque se voi è codice bianco, io…”
“No, guardi, torno a casa, se peggiora…”
“Ma che peggiora che te so’ scoppiati du’ capillari, vedrai che…”
“Arrivederci”

 

Martino torna torna da Niccolò e dal ragazzetto, che sono seduti su una panchina in sala d’aspetto.

 

“Allora?”
“Che dicono?” chiedono in contemporanea alzandosi.

 

“Niente, non ho niente. ‘nnamo dai” dice Martino tirando praticamente dritto verso l’uscita.

 

Niccolò sorride e lo prende per mano, il ragazzino fa un sospiro sollevato. Vanno verso l’uscita e tornano alla macchina.

 

“Mi dispiace” ripete come un disco rotto il ragazzino.
“Ho capito. Senti, lasciamo perde’” dice Martino “Può… capitare”

 

Il ragazzino lo guarda per un secondo sconcertato, poi sorride.

 

Martino si gira verso Niccolò, che sorride mordendosi il labbro inferiore tra i denti.

 

“Puoi ridere, stronzo”
“Cosa??? Che…”
“Ni, smettila! Lo so che…”

 

E Niccolò in effetti sbuffa una mezza risata dal naso, poi si sporge a baciare una Martino sulla spalla.

 

“Marti scusa!!! È che… non lo so… il karma a volte agisce in un modo che…”
“Il karma agisce a cazzo de cane Ni, visto che l’ho prese pure l’anno scorso!”
Metti le mani addosso a uno perché sei geloso, che cazzo di problemi hai???” dice Niccolò imitandolo, e Martino si incazza con se stesso nel momento stesso in cui viene da ridere pure a lui.
E pensa a quanto le cose siano diverse dall’anno precedente, quando voleva solo piangere e urlare.

 

Il ragazzino li guarda, ma ha il buon senso di non chiedere niente.

 

Martino si gira verso di lui.

 

“Allora… come ti chiami?”
“Angelo”
“Ah beh, nome azzeccato” dice ridendo di nuovo.
“Di solito non prendo a cazzotti la gente” risponde ridendo pure lui.
“Io sono Martino. Lui è Niccolò, il mio ragazzo”
“...piacere? Se posso dirlo?”

 

Martino, Niccolò e Angelo scoppiano a ridere.

 

“Allora, Angelo. Raccontami meglio del bastardo che ce prova co’ la tu’ ragazza”
“Marti!”