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I Want You

Summary:

La ragazza dai capelli biondi stava impazzendo.

Impazzendo.

Dio Santissimo.

Le sue braccia pendevano dalla testiera del letto, le manette che tenevano i suoi polsi fissi, inchiodati, facevano dei clang clang sul metallo che la mandavano in visibilio, mentre inutilmente tentava di raggiungere l’altra ragazza.

Notes:

yoooo

questo file si chiama "lesbiams" sul mio cell lmao

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:

La ragazza dai capelli biondi stava impazzendo.

Impazzendo,

Dio Santissimo.

Le sue braccia pendevano dalla testiera del letto, le manette che tenevano i suoi polsi fissi, inchiodati, facevano dei clang clang sul metallo che la mandavano in visibilio, mentre inutilmente tentava di raggiungere l’altra ragazza.

La ragazza coi capelli neri sembrava entusiasta di quei suoi tentativi di raggiungerla, ogni volta che sentiva quei suoni non poteva fare a meno di ridere, risata roca, gracchiante per la sua gola bruciata, fiato che scivolava gentile sull'altra, mentre le mordeva una coscia e leccava le gocce di sangue che colavano sporadicamente.

“Dabi—” la voce della bionda venne fuori leggera, un sussurro, “Dabi— eddai—”

Dabi rise. “Che c'è, uccellino, non ti piace?” si abbassò su di lei, dandole un bacio sulla parte finale del ventre, proprio dove andavano ad aprirsi le sue gambe.

La sentì sussultare, e le scappò un’altra risata.

“Non— non è quello, ma—”

“Hawks,” Dabi continuava a baciarla, sul ventre, sulle anche, sulla pancia, saliva sempre di più, diede un bacio tra il suo seno e lei inarcò la schiena, impaziente, impaziente, impaziente.

“Ti fidi di me?”

Hawks ebbe paura di quanto in fretta un riecheggiò nella sua mente.

Ebbe paura.

Dio Santissimo.

Annuì.

“Dillo.”

Deglutì. “Sì, mi fido.”

“Bene,” Dabi sorrideva, “allora lasciami fare, mh?”

Hawks annuì di nuovo. “Solo…”

L’altra la guardava, aspettando che finisse la frase.

“...puoi baciarmi?”

La vide sorridere, i piercings sul suo viso tiravano la sua pelle mentre le scappava un’altra risata e dio, quanto adorava sentirla ridere.

Quanto, quanto, quanto l’adorava, lei.

Lei.

Lei,

Dabi si avvicinò a lei, fiato sul suo collo, le baciava la pelle, succhiando leggermente e Hawks non riuscì a trattenere un sospiro, le sue labbra sul suo viso, sulle sue guance, sull’angolo della sua bocca, sentì improvvisamente le sue dita ferme toccarla e sospirò di nuovo, mente le loro labbra si scontravano e lei veniva invasa dall'altra, le sue dita massaggiavano dentro di lei, lente, gentili, la aprivano un po' e Hawks impazziva, divaricò di più le gambe mentre le mordeva la lingua e ancora sospirava.

Le sue dita si muovevano dentro di lei, due dita che spingevano, si piegavano e si scontravano con il suo interno e Hawks mormorava solo dei mh—mhhhh— tra le loro labbra, Dabi si staccò da lei, saliva che pendeva da entrambe loro, le baciava un seno, toccava l’altro e succhiava un suo capezzolo mentre Hawks inarcava di più la schiena, labbra socchiuse, sussurrava il suo nome persa.

Persa.

Persa.

Dabi faceva con calma, continuava a muovere le dita dentro di lei, accarezzandole la parete superiore con decisione, senza esitare, mentre la sentiva sussultare e sospirare, dio, si meravigliava sempre di lei, quanto fosse delicata, lei, lei, lei.

Hawks sentì la sua bocca staccarsi da lei, la sentì togliere le dita da dentro e sentiva il suo fiato su di lei, dolce, caldo fiato, le accarezzava il pube e impazziva, Dabi mosse i pollici ad aprirla, aprì la bocca e gliela leccò dal basso all’altro, passando tutta la lingua su di lei, a raccogliere i suoi fluidi.

Deglutì Dio, se sei buona, prima di ricominciare.

Hawks era troppo presa dal sobbalzare all’improvviso contatto per rispondere a quel sussurro, la sua lingua era così calda, morbida, le accarezzava le labbra lentamente, entrando dentro di lei, si muoveva addosso al suo interno e Hawks impazziva da quanto sempre, sempre, le fosse piaciuta quell’azione che lei faceva.

Che lei faceva.

Lei.

Sempre.

Dio.

Sentì un suo dito premere sul suo clitoride, spingere senza troppa forza, premeva e rilasciava un poco prima di premere di nuovo, movimenti impercettibili che rimbombavano in lei, si sentiva già calda, bollente, mentre la sua lingua continuava a toccarla, entrare sempre di più, Hawks incrociò le gambe attorno sua testa, spingendola verso di lei, impaziente, impaziente, mentre lei non smetteva.

“Di— più, Dabi—” mormorò e la poteva vedere sorridere, sentì il dito lasciarla e le scappò un gemito di sorpresa, No, aspetta, continua— mentre la sua lingua si spostava in su, a leccare e massaggiare dove era stato il dito, le sue dita entrarono improvvisamente dentro di lei, scivolando senza fatica per i fluidi che la cospargevano, e Hawks davvero, Cristo santo—

A volte era imbarazzata da quanti gemiti lasciassero le sue labbra, quando era così, ma da un lato era…

Contenta che a Dabi piacessero.

Davvero contenta.

Hawks sospirava, si muoveva in spasmi, spingeva il bacino contro Dabi, Di più, di più, di più, mentre la sua lingua e le sue dita la toccavano, la lavoravano e Hawks sentiva, sentiva, le tremavano leggermente le gambe mentre i polsi tiravano contro le manette, Di più, di più, di più, il clang clang rimbombava nella camera tanto quanto il suo ansimare, mentre sentiva quel qualcosa crescere, vicino, vicino, vicino, Hawks strizzò gli occhi quando Dabi iniziò ad aprirla di più, tre dita dentro di lei, mentre si diceva Arriva, arriva, arriva, artigli dei piedi rigidi, distesi, strinse le gambe attorno alla sua testa, la sua lingua si muoveva su di lei, Hawks sentiva i tremori arrivare, spingendo ancora il bacino, gambe tremanti e—

Un brivido la attraversò in tutto il corpo, come un rilascio di qualcosa, le sue spalle scossero mentre sospirava veloce, bocca socchiusa, occhi chiusi, spasmi, spasmi, mentre quella strana sensazione di piacere la avvolgeva, mentre stringeva attorno alle sue dita e ansimava, ansimava, ansimava il suo nome, sussurri, sussurri, Dabi— Dabi— Dabi—

Dabi rise, e ad Hawks scappò un sorriso.

La sentì allontanarsi da lei, nessun contatto, mentre le loro labbra si scontravano di nuovo, entrambe perse, entrambe ansimanti, entrambe sorridenti, entrambe, entrambe—

Oh.

Fu l’unica cosa che riuscì a pensare, mentre ogni cosa di lei le passava davanti agli occhi, lei, lei, lei, le sue risate e le sue urla, lei, lei, lei, la sua rabbia e la sua gioia, lei, lei.

Lei.

Dio mio.

“Che dici,” Dabi sussurrò sul suo volto, “te le tolgo le manette?”

Hawks rise, persa, persa, annuì, e non appena non ci furono più si mise a sedere e la strinse a sé, lei, lei, lei, Dio santissimo, lei, non avrebbe mai voluto lasciarla andare, lei, non avrebbe—

Le braccia di Dabi si avvolsero attorno alla sua vita e ad Hawks scappò un cinguettio, dio santo, la stringeva a sé, a sé, E’ mia, E’ mia, E’ mia, mentre non capiva quello che stava succedendo, che stava provando ma lei—

Dabi era Dabi.

Koen era Koen.

E Hawks—

Hawks si allontanò, le prese il volto tra le mani e la baciò con tutta sé stessa, tutta, tutta, voleva dirle Sei mia, ti voglio, ti voglio, ti voglio, e sentiva quello stesso pensiero in lei, mentre ricambiava il bacio con la stessa forza, la stessa frenesia.

Ti voglio.

Ti voglio.

Ti voglio.

Eppure, era più complicato di così.

Molto più complicato.

Eppure, a nessuna delle due importava davvero.

Notes:

questa storia è una "prova", ma a me e al beta piaceva, quindi eh lmao