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Rise Up

Summary:

"C’era una volta, un regno molto lontano di nome Twisted Wonderland.
Questo mondo era pieno di magia e abitato da specie diverse che interagivano tra di loro. C’erano gli umani, quelli più comuni, gli umanoidi come i merfolk o i beastman, esistevano le fate ed era raro ma non impossibile trovare anche robot, mostri e fantasmi.
Ogni specie aveva il proprio habitat naturale, le proprie leggi e le proprie credenze, ma c’era una cosa che accomunava ognuno di loro, la suddivisione tra alpha e omega."

Chapter 1: Prologo

Chapter Text

n.b. In questa storia non esistono Beta, solo Alpha e Omega. Inoltre la storia è ambientata durante l'anno scolastico del gioco, tuttavia non è presente Yuu e gli overblot di Riddle, Leona, Azul e Jamil sono già avvenuti l'anno precedente.

 

 

 

C’era una volta, un regno molto lontano di nome Twisted Wonderland.

Questo mondo era pieno di magia e abitato da specie diverse che interagivano tra di loro. C’erano gli umani, quelli più comuni, gli umanoidi come i merfolk o i beastman, esistevano le fate ed era raro ma non impossibile trovare anche robot, mostri e fantasmi.

Ogni specie aveva il proprio habitat naturale, le proprie leggi e le proprie credenze, ma c’era una cosa che accomunava ognuno di loro, la suddivisione tra alpha e omega.

Gli alpha erano quelli più forti, quelli che comandavano, quelli che primeggiavano all’interno della società e che potevano prendere decisioni. Al contrario, gli omega erano quelli deboli, quelli che si occupavano semplicemente di procreare, che gestivano la famiglia e che dovevano farsi sottomettere.

O meglio, così era stato fino a qualche secolo addietro. Quando poi era scoppiata una guerra civile interna le cose erano cambiate, gli omega avevano rivendicato i loro diritti e avevano dimostrato di non essere così deboli come tutti avevano sempre creduto. Adesso quindi vivevano alla pari, con alpha e omega che potevano ricoprire le stesse cariche. Certo, non mancava mai qualche bigotto con ancora la vecchia mentalità, ma adesso erano loro quelli in minoranza.

Una delle scuole di magie più famose del regno era il Night Raven College e accettava sia omega che alpha, l’unica cosa importante era che fossero provvisti di potere e talento magico.

Crowley, il preside, aveva dovuto garantire delle leggi e un posto sicuro per la salvaguardia degli omega, ma per il resto venivano trattati tutti allo stesso modo.

A scuola, le camere degli studenti erano doppie, così era stato stabilito che al momento dell’iscrizione gli studenti stessi avrebbero potuto decidere se preferivano una camera mista o con qualcuno del proprio genere. Nel caso di camere miste, l’omega avrebbe dovuto tenere sotto osservazione il proprio calore e avvertire in anticipo l’alpha con il quale condivideva la stanza, per poi decidere se avrebbe voluto passare i successivi tre giorni in infermeria o in camera, se avesse scelto per la seconda opzione sarebbe stato l’alpha a dover passare i tre giorni da un’altra parte.

Non era proibito agli omega scegliersi un partner con il quale passare il proprio calore, si cercava però di avere sempre il consenso da entrambe le parti. Questo era controllato dal fatto che a ogni omega veniva fornito un collarino magico, il quale si sarebbe sigillato intorno al collo e alla ghiandola profumata dell’omega dall’inizio alla fine del calore, per evitare che fossero creati legami indesiderati o spinti solo dagli ormoni del momento.

Quando gli omega entravano in calore ogni due mesi, avevano diritto a saltare le lezioni e gli allenamenti del club per quattro giorni. Se un alpha era stato scelto come partner anche questo aveva l'assenza giustificata.

I professori, inoltre, fornivano gratuitamente a ogni studente che lo chiedesse soppressori o pozioni per sigillare il loro profumo, per fare del sesso sicuro o per controllare il calore.

Per concludere, gli omega del secondo e del terzo anno avrebbero sempre iniziato la scuola un giorno prima, così da poter sistemare i propri effetti personali, prendere confidenza con gli odori del posto e rendere i vari dormitori accoglienti per gli omega del primo anno che sarebbero arrivati alla cerimonia di smistamento insieme agli alpha.

Crowley era soddisfatto di se stesso per il lavoro che aveva svolto, nessuno della Royal Sword Academy avrebbe potuto più criticarlo.

 

Pov Riddle

-Hai messo in valigia tutto il necessario? I soppressori e le pillole per regolare il calore?- domandò la donna non appena ingoiò l’ultimo sorso di zuppa e posò il cucchiaio contro il piatto facendolo tintinnare.

-Sì, madre- rispose Riddle composto, occhi bassi sul proprio cibo mentre finiva di mangiare a sua volta.

La donna annuì soddisfatta. Da lei non proveniva nessun odore, era un alpha ma tendeva spesso a nascondere il proprio profumo, Riddle le era silenziosamente grato per questo. Da piccolo, quando ancora provava a ribellarsi a tutte le regole che la donna le imponeva, questa aveva usato più volte il suo odore per sottometterlo e costringerlo a fare come voleva lei. Riddle aveva così imparato ad odiarlo e a temerlo. E aveva anche imparato ad essere l’omega modello che sua madre voleva da lui.

-Sparecchia e vai a dormire, domani devi presentarti al meglio per il tuo secondo anno, non accetto fallimenti di nessun tipo.

-Certo, madre- rispose di nuovo meccanicamente, facendo subito come lei aveva richiesto.

 

Pov Cater

Cater voleva bene alla sua famiglia, davvero, solo che certe volte erano davvero troppo da gestire. Quel giorno ne era un esempio, infatti quando le sue sorellastre erano diventate troppo invadenti le aveva informate che sarebbe andato a cena fuori perché aveva un appuntamento. Era una bugia, ma era l’unico modo per non uscire di testa. Forse il problema era che fosse l’unico omega in famiglia e non avevano idea di come rapportarsi con lui, Cater poteva capirlo ma non giustificarlo, così poteva solo essere felice che il giorno dopo si sarebbe trasferito a scuola per il suo ultimo anno e non le avrebbe viste per qualche mese.

Perso nei suoi pensieri, camminò fino a un parco e qui, sedendosi su una panchina, iniziò a scorrere su magicam. Come sempre, la prima cosa che fece fu guardare il profilo di Trey, che in realtà non gli dava mai soddisfazioni perché non pubblicava nulla. Ciò che più gli dava soddisfazione era invece la pagina della pasticceria di famiglia, li c’era una storia di qualche ora prima dove Trey rideva e scherzava con dei clienti abituali. Era bellissimo. Era il suo compagno di stanza da due anni. Era stato il suo primo amico a scuola. Era il suo attuale migliore amico. Era l’alpha di cui era completamente innamorato. Ma era anche un alpha che aveva già un partner. La cosa peggiore di tutte era che il partner in questione fosse anche amico di Cater e questo non riusciva ad odiarlo.

Quindi finiva solo per odiare se stesso per tutti quei pensieri e per tutti quei sentimenti dei quali non sapeva cosa farsene.

Era una cattiva persona. Soprattutto perché invece di lasciarlo in pace cercò il suo contatto in rubrica e lo chiamò, convincendosi che non c’era nulla di male a farsi fare un po’ di compagnia al telefono dal suo migliore amico.

 

Pov Azul

Il dolore si attenuò e Azul poté rilasciare il respiro che aveva trattenuto fino a quel momento, boccheggiando per respirare aria.

Rilassò le gambe e mosse le dita dei piedi per prendere sensibilità con quella nuova forma. Erano passati due mesi da quando era tornato nella sua versione da merfolk e aveva bisogno di almeno un’ora per ricordare al suo corpo come camminassero gli umani.

Si trovava sulla spiaggia in quel momento, a riva, con l’acqua che gli lambiva le sue nuove gambe pallide e Jade, ancora nella versione tritone, che era sdraiato vicino al suo fianco e poggiava una guancia sul proprio palmo azzurrino, guardandolo di sottecchi. Floyd era da qualche parte lì vicino che nuotava godendosi gli ultimi giorni di libertà prima del ritorno a scuola.

Jade aveva seguito tutta la sua trasformazione e il suo dolore, rilasciando i suoi feromoni da alpha per calmarlo senza che l’altro se ne rendesse conto. Quando vide che il peggio era passato, parlò -se ti trasformassi più spesso non farebbe più così male.

Azul fece una smorfia, alzando un ginocchio per testare il movimento -non succederà, non appena mi diplomerò ho intenzione di trasferirmi stabilmente sulla terraferma.

Jade non rispose e ad Azul non importava. C’erano cose più importanti a cui pensare.

-Domani andrò a pulire il locale, così non appena dopodomani arriverete a scuola vi voglio pronti a lavorare, inizieremo la sera stessa della cerimonia. Questo sarà il nostro anno.

 

Pov Kalim

-Kalim per favore ascoltami, è per la tua sicurezza- sbottò Jamil quando vide che l’omega si era distratto. Kalim non poteva farne a meno, era già la trentacinquesima raccomandazione da parte dell’altro e tutti avevano un limite.

Kalim cercò di rassicurarlo con un sorriso -Ho capito Jamil, starò solo un giorno a scuola senza di te, non credo che serva tutta questa preparazione.

Jamil gli lanciò un’occhiataccia -Sei troppo spensierato, non sai mai quando potrebbero attaccare chi vuole farti fuori! Comunque, resta vicino agli altri capi dormitori e non fidarti di chi non è mai venuto a parlare con te. Stai con Riddle e Vil e…

-...e ignora Azul. Lo so. Vedi che ti ho ascoltato?- gli fece la linguaccia.

Jamil lo guardò di nuovo male, poi controllò di nuovo che le valigie dell’erede degli Al-Asim fossero sistemate -manca qualcosa?

-Uhm…- le guance dell’omega presero colore mentre si andava a sedere sul letto con le gambe incrociate -penso che tu debba odorarmi, non lo sento quasi più.

Jamil ci riflettè, poi annuì e gli si avvicinò.

Kalim era un omega e Jamil era un alpha, sarebbe stato normale per loro affermare di essere una coppia o di starsi frequentando, ma i due erano anche servitore e padrone e questo non sarebbe mai potuto accadere. Kalim conosceva bene i suoi doveri e sapeva che avrebbe dovuto sposare un alpha del suo stesso rango e dargli dei bambini per continuare la linea di sangue delle loro famiglie, ma come poteva pensare di sposare qualcun altro quando era Jamil l’alpha che era sempre stato al suo fianco, che l’aveva sempre protetto e del quale era completamente innamorato?

Era così ingiusto. Eppure cercava di prendersi tutto quello che poteva, come il farsi odorare lui, con la scusa che “se qualcuno che non mi conosce sente l’odore di un alpha su di me sarà più restio ad aggredirmi”. Era una scusa banale e difficilmente avrebbe funzionato contro qualcuno che voleva effettivamente fargli del male, ma finché Kalim poteva sentire Jamil stringergli il fianco con la mano per tenerlo fermo e strofinare la ghiandola odorifera contro il suo collo per mescolare i loro odori di dattero e incenso, avrebbe inventato qualsiasi altra scusa.

 

Pov Vil

Ormai Vil era maggiorenne, quindi non si preoccupò di prendere un bicchiere di champagne e assaporarlo. Non che non lo facesse anche prima, ma adesso non doveva preoccuparsi di inventare una scusa se qualcuno fosse venuto a chiedergli cosa ci fosse nel suo bicchiere.

Quel giorno avevano finito le riprese del nuovo film che, durante il periodo natalizio, sarebbe uscito al cinema, avevano finito esattamente in tempo considerando che il giorno dopo Vil avrebbe iniziato la scuola. Ma non era l’unico, perché anche Neige si stava preparando ai suoi doveri scolastici. E a proposito dell’omega che Vil tanto odiava, vide troppo tardi che questo gli si era avvicinato e non riuscì a scappare in tempo.

-Bel lavoro oggi!- gli disse tutto felice. Profumava così tanto di vaniglia da dargli la nausea.

-Anche a te- si costrinse a dire Vil bevendo tutto d’un fiato la bevanda che aveva tra le mani e sbattendo il bicchiere sul tavolo.

Neige non sembrò cogliere il fastidio che l’altro stava provando e continuò -Posso farti una domanda? Scusami se sono invadente e se non sono fatti miei, hai tutta la libertà di non rispondermi e mandarmi a quel paese.

Vil lo guardò curioso, poteva imprecare contro di Neige e questo stesso gliene stava dando il diritto? Che bella giornata. -Dimmi.

-Lui è il tuo alpha?

Fu una domanda veloce e schietta mentre alzava il proprio telefono e gli mostrava una foto di Rook, una di quelle che il ragazzo aveva postato sui social.

Vil ebbe bisogno di qualche secondo di troppo per rispondere, perché quella domanda l’aveva lasciato fin troppo spiazzato -No. Non ho legami con un alpha. E in ogni caso non sarebbe con Rook, lui è il mio migliore amico e basta. Perché?

Neige sorrise con le guance spolverate di rosa, ripose il telefono e si dondolò sul posto affermando -Nulla di particolare, non volevo che ci fossero incomprensioni tra di noi.

Vil era più confuso di prima e avrebbe voluto chiedere più spiegazioni, ma furono interrotti e separati. Si appuntò mentalmente di chiedere direttamente a Rook due giorni dopo.

 

Pov Lilia

-Tutto bene? Il tuo calore è vicino?

Lilia e Silver avevano salutato Sebek e Malleus e si erano avviati insieme verso il Night Raven College, raccomandando agli altri due di arrivare puntuali alla cerimonia di smistamento che si sarebbe tenuta due giorni dopo e al quale avrebbe partecipato Sebek come primino. Stavano quindi camminando insieme per uscire dalla foresta dove avevano da sempre abitato, quando Lilia si accorse che il figlio sembrava pallido e si stesse affaticando troppo velocemente. Se ne sarebbe potuto accorgere facilmente anche dall’odore, ma Silver aveva sempre usato cerotti che lo nascondessero.

-Sì- confessò Silver -dovrebbe arrivare domani o dopodomani.

Lilia fece una smorfia -Allora dovrai saltarti la cerimonia. Vuoi salirmi sulle spalle? Se ti senti male posso portarti io come quando eri piccolo.

Silver sorrise -Non c’è bisogno, sto bene se rallentiamo un attimo. 

Lilia lo accontentò subito e continuarono a camminare in silenzio. Dopo qualche altro metro di camminata il più basso chiese -Vuoi passarlo nella mia stanza?

Silver annuì subito, con gli occhi bassi e le guance rosse, era imbarazzante che alla sua età chiedesse ancora l’aiuto e il conforto del proprio genitore omega per superare un calore, quindi non aveva il coraggio di chiederglielo, era solo felice che la proposta fosse arrivata direttamente dalla bocca di Lilia. Silver aveva solo bisogno di stare nel nido di questo e sentirne l’odore per attenuare i crampi, qualche volta Lilia cantava anche per lui, per il resto dormiva per la maggior parte del tempo e non dava problemi.

-Allora ti preparo la stanza- fu deciso.

-Grazie padre.

Lilia rise e gli accarezzò i capelli d’argento -ricordati di non chiamarmi così a scuola, sembrerebbe strano.